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Il comune di Front appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Storia

Front, Origini del Nome

Secondo il Bertolotti potrebbe derivare dal latino FRONS = FRONDE, FRASCHE. Secondo altri da CASTRUM FRONTIS, con chiaro riferimento all'antico castello d'origine Longobarda che sorgeva sul Bricco della Torre, la collina che sovrasta l'attuale Casa di Riposo; o al fatto che il villaggio faceva "Fronte" all'antistante Piana Canavesana. Con il passare degli anni si è consolidata l'affermazione "Castrum Frontis", che compare anche sullo stemma del Comune.

I Conti di San Martino, i suoi Castelli e il Ricetto

I Longobardi, secondo Strabone e Tacito, abitavano già alcuni secoli prima di Cristo la Svezia meridionale. Emigrati sul continente, probabilmente in cerca di nuovi pascoli e prede, nel corso dei secoli giunsero alle rive del Danubio e di qui, al comando di Re Alboino, nella primavera del 568 entrarono in Italia dal passo del Predil, nelle Alpi Giulie, dilagando nella Pianura Padana.
Teodolinda, vedova del Re Autari, nel 590 sposò il Duca di Torino Agilulfo e, con l'aiuto di San Gregorio Magno, lo convertì al Cattolicesimo e con lui tutto il popolo Longobardo.
E' in questo periodo che i Longobardi si insediarono a Front costruendo il Castello o, secondo alcuni, ricostruendolo sui resti di un avamposto Romano o Celtico/Ligure. Ai piedi della collina sorsero le prime abitazioni che diedero origine a Front.
Carlo Magno, sceso in Italia nel 772, sconfisse i Longobardi e divise il Piemonte in 5 Contee, Front fu assegnato a quella di Torino come importante zona di confine con quella di Ivrea. La morte di Carlo il Grosso, nell'88, segnò l'inizio del dissolvimento dell'Impero Carolingio e la comparsa, sulla scena Canavesana, dei Conti del Canavese.
Traggono origine dai Conti di Pombia, i quali spostarono la loro zona d'influenza dal Vercellese al Canavese. Re Arduino, incoronato Re d'Italia a Pavia il 15/02/1007, è anche chiamato Conte del Canavese. Viene considerato il capostipite dei Valperga e dei San Martino, casate che per secoli dominarono le nostre terre. Front fu appannaggio dei San Martino e titolari del Feudo fino al 1800.
La prima citazione di Front è del 1074. L'Abbazia di Fruttuaria di San Benigno indica, tra le sue dirette dipendenze, la Chiesa di San Solutore di Front. Il primo nome documentato dei San Martino di Front è Enrico I, Abate di Fruttuaria dal 1181 al 1192. Esso ebbe nel 1190, da Guido Vescovo di Ivrea, la giurisdizione sulla Chiesa di Santa Maria Maddalena di Front. Il Castello di Front è citato per la prima volta nel 1211. Secondo il Della Chiesa apparteneva alle famiglie Cavoretti, Gribalda e Cesia, che lo vendettero nel 1211 a Giacomo San Martino di Front, il quale ne possedeva già una parte.
L'11 marzo 1263 i Signori di Front Federico e Bon Giovanni parteciparono all'accordo tra le città di Ivrea, Pavia e Vercelli, per reprimere il fenomeno dei "Berrovieri" (ladri di strada).
In tale documento con "Frons Cum Castellata" sono citate 34 persone, tra i cognomi tutt'ora esistenti vi erano Perino e Cagna.
Front, purtroppo, fu coinvolto nella lotta tra i San Martino e i Valperga nel corso del 1300. Nel 1339 e 1362, non potendo conquistare il Castello, i Valperga saccheggiarono i dintorni e il 22 luglio 1378 assaltarono Barbania, il cui castello era tenuto dai Signori di Front. L'ultimo significativo scontro avvenne il 7 dicembre 1383 nei pressi dell'attuale Cascina di Babiasso, vicino a Grange di Front.
Tra il 1386 e il 1391 divampò nel Canavese il "Tuchinaggio", la cui parola deriva da "Tuchino" che significa "Touc un" - Tutti per Uno. Secondo il Bertolotti fu una insurrezione del popolo contro la tirannide dei Conti Canavesani e portò distruzione in tutto il territorio. Il Castello venne assaltato nel 1387 e in sua difesa accorse Ibleto di Challant, comandante del Conte di Savoia.
Sedata la rivolta, il 2 agosto 1397 i Valperga e i San Martino firmavano a Rivarolo, dinnanzi al Commissario del Conte di Savoia, un documento di pacificazione e nel contempo ne divennero Vassalli e giurarono fedeltà, rinunciando di fatto alla loroindipendenza.
I San Martino ebbero l'investitura di Front, oltre ad altre terre, nel 1406 e 1466.
All'inizio del 1500 il Piemonte si trovò coinvolto nella guerra scoppiata tra Francia e Spagna e i loro alleati. Nel 1522 gli Spagnoli, da Ivrea si spinsero fino a Front, danneggiando il Castello. Nel 1538 i Francesi, che da due anni si erano insediati a Torino, danneggiarono molti castelli affinchè non servissero alla parte avversa. Anche quello di Front, posto sul Bricco della Torre, venne distrutto e non più ricostruito perché i Castellani risiedevano altrove.
Di questo castello rimane la descrizione fatta da Mons. L. Della Chiesa (1655): "Aveva mura solidissime, la sagoma di una nave, una torre triangolare di vedetta a modo di albero, doppie mura e doppio ponte levatoio a ponente dove non poteva usufruire della difesa naturale; tra i due ponti una massiccia torre di difesa e di ricetto".
Il 12 ottobre 1592 Gian Antonio di Front Conte di San Martino d'Agliè ottiene l'infeudazione di Barbania pagando, al Duca di Savoia, 500 scudi d'oro. Nel 1603 Niccolò San Martino d'Agliè e nel 1606 il Conte Giovanni Battista San Martino, Signore di Front e Barbania, con i nobili Molo, ottengono la concessione della cognizione delle cause del luogo di Barbania.
Il 1600 rappresentò per Front un secolo di cambiamenti e notorietà, dovuto alla costruzione del nuovo castello/villa di piacere da parte dei San Martino d'Agliè. La proprietà e il titolo comitale pervenne ad essi per via matrimoniale/ereditaria.
L'opera iniziata intorno 1630/1640 dal Conte Giulio Cesare d'Agliè, continuata dal fratello Manfredo, fu completata da Ottaviano Antonio d'Agliè, Marchese di San Germano e Conte di Front.
La costruzione è ampiamente descritta dal Della Chiesa nel 1655 nella sua "Storia del Piemonte" e in un altro libro, fatto stampare dai Savoia ad Amsterdam nel 1662. Da tale libro stralciamo alcuni passi: "Nel Canavese presso il Torrente Malone si innalza una collina, ai suoi piedi è situato il paese di Front. A metà collina, su una spianata venne costruito un magnifico palazzo composto da tre edifici altrettanto belli, tutti con giardini intorno. A sinistra del palazzo si formò un belvedere sostenuto da colonne di marmo bianco, con sopra una statua di Ercole. Dal cortile del palazzo centrale un viale portava ad una piattaforma ovale, dalla quale si scendeva in una specie di grotta, rivestita di conchiglie e con al centro un Nettuno. Dalla bocca e dalle orecchie chiara acqua ricadeva in una vasca. Più oltre, verso settentrione, vi era un'altra grotta sormontata da quattro torrette, alla base, da una testa di drago sgorgava acqua che si raccoglieva in un piccolo canale per finire nella grotta del Nettuno". La notorietà del castello di Front è dovuta al fatto che in esso soggiornò più volte la Duchessa Cristina di Savoia "Madama Cristina" con il figlio e la Corte. La tradizione racconta gli amori della Duchessa in questo castello ed è noto che, a quel tempo, fosse legata al Conte Filippo d'Agliè, fratello del Marchese di San Germano.
Il soggiorno della Corte Sabauda con l'insieme di feste portò un aumento della popolazione, per la necessità di servitù al servizio della nobiltà e di personale addetto alla manutenzione dell'edificio; è possibile che anche la struttura urbanistica si sia adeguata alle nuove esigenze.
Purtroppo il 1700 segnò la fine del periodo aureo di Front, causa la guerra che sconvolse l'Europa alla morte di Carlo II di Spagna con il coinvolgimento del Ducato Sabaudo. Nel corso dell'assedio di Torino, il 12 maggio 1705 truppe francesi saccheggiarono il castello di Front, lasciando intatta solo la palazzina d'ingresso del castello. Dopo la pace, le statue rimaste integre e tutto quanto era ricuperabile venne portato al castello d'Agliè.
L'800 portò la definitiva scomparsa da Front del casato dei San Martino e i loro discendenti. Il 25 agosto 1825 la Marchesa Ortensia di Treville e Contessa di Front, vende al Conte Ottone Lorenzo di Montheux (Savoia) tutte le sue proprietà in Front. Questi, il 22 luglio 1840 lasciò alle quattro figlie tutte le sue proprietà e il 3 settembre 1840 alla figlia Irma venne assegnato quanto possedeva in Front.
La nuova castellana, rimasta vedova del Marchese Alessandro Domien di Chaffardon, il 19 marzo 1866 vendette le proprietà Frontesi e precisamente:

  1. A Destefanis Antonio di Antonio per Lit. 14.500: A) la casa detta dell'Albergo di Front in Regione Rivaglio (attuale tabaccaio) in affitto a Vernetti Basilio; B) Il Molino in regione Brajda/Rondò e il Molinetto in Regione Causullo, in affitto in società a Francesco Castagna e Francesco Mautino.

  2. Ai cugini Martino e Carlo Martinetto per Lit. 58.500: A) Il Castello di Front con tutti i mobili e l'arredo; B) La cascina dell'Airale con le scorte, (immobile situato vicino alle attuali scuole); C) Terreni situati nei comuni di Front, Vauda e Barbania per totali ha 58,46 pari a giornate piemontesi 154.



Il 16 giugno 1865 si concluse la decennale vertenza tra il Marchese Raimondo San Martino di San Germano e il Comune di Front, riguardo il pagamento dell'annuale censo. Front paga per l'ultima volta Lit. 300 e il Marchese rinuncia a qualsiasi atto o diritti feudali, riservandosi solo quello di patronato per la nomina del parroco di Front; rinuncia fatta definitivamente nel 1858 dall'Ing. Casimiro San Martino d'Agliè marchese di San Germano, Conte di Front e Vauda. Con questo atto cessa il secolare legame tra la nobile famiglia dei San Martino e Front.
Il Castello, dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1910 venne acquistato dall'Ing. Giuseppe Destefanis di Vauda. Nel 1922 diede avvio a lavori di restauro che modificarono profondamente le struttura precedente. L'immobile era già stato restaurato dalla famiglia Canonica, uno dei precedenti proprietari, il cui aspetto è visibile in fotografie d'epoca.
L'Ing. Destefanis, morto nel 1926, con testamento legò l'immobile al Comune di Front, con terreni e denaro, affinché dopo i necessari adattamenti fosse adibito a Casa di Riposo per poveri vecchi inabili al lavoro, come avvenne e lo è tuttora. Ampliamenti avvenuti negli anni hanno portato l'immobile all'attuale configurazione. Mentre i ruderi di ciò che rimane del complesso d'edifici "di Madama Cristina" sono ancora visibili nel folto del bosco, quelli del Castello Longobardo, sul Bricco della Torre furono asportati con l'abbassamento della collina nel 1964, per evitare una possibile frana.

Il Ricetto

La parola Ricetto deriva dal latino Receptum = rifugio, luogo fortificato. I ricetti, difese collettive per Comunità medioevali, erano insediamenti posti, per quanto possibile, su alture con fianchi scoscesi, barriere naturali che limitavano l'esigenza di fortificazioni (mura, fossati).
Il Canavese conserva numerose vestigia e documentazioni storiche dei ricetti. Front, purtroppo, non rientra nel novero di questi perché ogni tracciato è stato distrutto e conglobato in altre costruzioni, anche se il termine ricetto/recinto è più volte citato fino alla fine del 1800.
Monsignor Della Chiesa, a metà del '600, nel descrivere quanto rimane del vecchio castello dice: "... doppie mura e doppio ponte levatorio a ponente, fra i due ponti una massiccia torre di difesa e di ricetto...". Con tale termine si individua uno spazio, dove l'esiguo numero di persone che a quel tempo abitavano Front, si rifugiavano per scampare al pericolo. Sempre il Dalla Chiesa, parlando del nuovo castello fatto costruire dal Conte Giulio Cesare San Martino d'Agliè dice: "...nel recetto di Front il Conte Giulio Cesare d'Agliè, come padrone di una porzione avuta per via di Leonora sua ava erede (...) cominciò una fabbrica a forma di palazzo...". Quindi qui doveva trovarsi il ricetto e che la decisione di costruirvi il nuovo castello sia stata presa perché il ricetto era disabitato, in quanto il borgo si era spostato verso la valle e qui tenevano solo più gli orti; la conseguenza di ciò probabilmente è la distruzione del vecchio castello avvenuta nel 1538. L'esistenza del ricetto ed il persistere del toponimo trova riscontro nel Catasto Antico del 1739, nell'individuare la località di cinque orti nel rione così detto del Castel Verde.
Il ricetto è nominato dall'intendente Sicco nel 1753 quando parla di Front "... in attinenza di quel recinto vi scorre a mezzanotte il Torrente Malone..." usando, per definirlo, la stessa terminologia adottata in molti casi in cui si è certi della sua esistenza.
Con il termine recinto sono indicate, fono alla fine dell'800, le vecchie case fino a Regione Rivaglio. Si tenga presente che la conformazione dell'attuale Via Cossera, nonché il suo nome, stà ad indicare "strada che circonda il recinto". Terreni di proprietà comunale, situati nei pressi di tale via e venduti a fine 1800, sono indicati "nel recinto di Front".

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